Le donne imprenditrici




Le donne imprenditrici in Italia sono storicamente state svantaggiate, sia a a causa di pregiudizi (ma le cose stanno cambiando, visto che Confindustria ha addirittura eletto come proprio presidente una donna!) che per la fisiologica necessità di dedicare molte delle proprie energie ai figli; lavorare su tutti i fronti, quello domestico e quello professionale, può dunque generare sfiducia a quelle di noi che comunque hanno il bernoccolo degli affari, tuttavia in Italia gli incentivi per le donne imprenditrici sono ormai una realtà da molto tempo. Vediamo di cosa si tratta!
Se le "quote rosa" in politica non hanno avuto grande fortuna, gli incentivi economici che favoriscono prestiti alle donne per sviluppare nuove attività produttive sono una realtà consolidata. Con la legge 215 del 1992 il legislatore ha di fatto cercato di bilanciare lo storico svantaggio delle donne nei confronti degli uomini per cercare di valorizzare l'intelligenza e l'iniziativa femminile nel mondo dell'imprenditoria. Ma non è stato il solo intervento di questi anni: nel 2000 il Decredto del Presidente della Repubblica numero 314 ha semplificato ulteriormente le procedure di agevolazione; il Decreto ministeriale del 2 Febbraio 2002 ha specificato e semplificato i criteri con cui vengono formate le graduatorie delle richiedenti e ha individuato interventi mirati sulle agevolazioni concedibili; il Decreto Ministeriale del 22/11 del 2002 ha migliorato di molto la ripartizione delle risorse per regione; ancora il Ministero dell'Industria ha emesso il decreto 282 del 2 Dicembre 2002, la circolare dello stesso ministero numero 1151489 del 12 Dicembre dello stesso anno e un altro Decreto Ministeriale del 12 Marzo 2003 vanno tutti incontro a migliorare, semplificare e promuovere le agevolazioni per l'imprenditoria femminile in Italia.
I soggetti che possono richiedere questo tipo di agevolazioni sono: semplici Partite Iva intestate a una donna; società di persone e cooperative in cui i soci sono per la maggior parte donne; SRL o SPA a maggioranza di capitali e amministratori donne. Per evitare furbetti queste quote devono persistere per un minimo di cinque anni.


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